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Consiglio Nazionale del 2-3 ottobre 2009 - documento condiviso

L'attuale fase politica vede l'accentuazione esasperata di toni e aggressioni polemiche verso l'operato del Consiglio superiore della magistratura.
In questo contesto si inseguono le voci di prossime iniziative governative dirette alla riforma del sistema elettorale per il rinnovo del Consiglio superiore, nella direzione di un'inaccettabile compressione della capacità di rappresentanza dell'intera magistratura.

Lo abbiamo sempre detto, la legge vigente per l'elezione dei magistrati componenti del Consiglio superiore - n. 44 del 2002 - è radicalmente insoddisfacente perché mortifica le giuste e legittime aspettative della rappresentanza proporzionale delle varie aree culturali che animano e rispecchiano la vita e l'attività della magistratura.
D'altronde, essa è stata varata con la dichiarata intenzione di impedire ai gruppi che compongono l'Associazione nazionale magistrati ogni potere di incidere sulla scelta dei candidati e sulla loro elezione.
In realtà, presto si sono rivelati gli effetti perversi di questa scelta legislativa, perché il meccanismo così introdotto nei fatti espropria il singolo elettore del potere di scegliere il candidato ritenuto più adeguato a rappresentarlo, dal momento che la ricerca del buon esito elettorale costringe alla massima organizzazione del voto, inducendo i gruppi associativi a predeterminare i nominativi ed il numero dei candidati.

Siamo ben consapevoli del senso di disagio che attraversa i magistrati, costretti a rinunciare alla possibilità di esercitare liberamente la propria scelta.
Anche noi avvertiamo questo stesso disagio, ancor più in questo periodo nel quale ci si accinge alla designazione delle candidature per il rinnovo del Consiglio superiore

Sappiamo bene che la riforma, di recente auspicata dallo stesso Comitato esecutivo di Magistratura democratica, per il ripristino di un sistema elettorale di tipo proporzionale a liste contrapposte, non rientra tra i probabili esiti del dibattito politico.
Tanto impone, allora, di fare ricorso ad altri strumenti per restituire o, più umilmente, per tentare di restituire ai magistrati la pienezza di contenuto del diritto di elettorato attivo.
In questa direzione si è già mossa la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati che, con il documento approvato l'8 luglio u. s., ha assicurato un "forte impegno per studiare insieme ai colleghi tutti i profili e le qualità necessari per il prossimo Consiglio Superiore della Magistratura, individuando, altresì, i percorsi da seguire attraverso un modello di partecipazione in cui la legittimazione alla rappresentanza provenga da tutti i magistrati e dagli uffici giudiziari al fine di restituire al sistema nuovo entusiasmo, unità di intenti e democrazia interna".

Magistratura democratica, in sintonia con il deliberato della GEC, sin da subito si impegna a promuovere forme di coinvolgimento diretto dell'elettorato nell'individuazione prima, e nella selezione poi, delle candidature.

Il nostro auspicio è che maturi, in vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio superiore, l'aggregazione di un'area comune qualificata da comuni premesse ideali nella gestione del governo autonomo: area in cui Magistratura Democratica e Movimento per la Giustizia - art.3, dovranno essere protagonisti, ma che dovrà saper guardare ad una base più ampia, costituita anche dalle esperienze locali, e comunque a tutti i quei colleghi che condividono contenuti di programma qualificanti, a partire dai quali confidiamo che si concretizzi l'impegno alla scelta delle candidature.
In questa direzione di marcia riteniamo ancora che si debba promuovere un'ampia partecipazione, incentivando la discussione nelle sedi territoriali, con l'indizione di assemblee aperte, da cui possa emergere una condivisa soluzione circa le modalità di scelta dei candidati che in quest'area comune dichiareranno la loro disponibilità, da compiersi anche per mezzo di elezioni primarie, se questo strumento sarà individuato all'esito della partecipata discussione come quello più utile allo scopo.

L'avvio, necessariamente rapido, degli adempimenti per la realizzazione di questo obiettivo non escludono l'impegno di Magistratura democratica a favore di una più ampia consultazione elettorale con la partecipazione di tutti i gruppi associativi e il simultaneo coinvolgimento di tutto l'elettorato.
A nostro avviso, dette consultazioni - ancora da definire nei contenuti - si dovranno connotare di alcune qualificanti prerogative che qui proponiamo:
- Ad esse dovranno aderire tutti i gruppi associativi, nessuno escluso, comunque restando aperte anche alla partecipazione di soggetti ulteriori.
- Dovranno rispondere all'esigenza di tutti i magistrati di concorrere efficacemente alla selezione dei candidati, evitando di costituire invece una forma di competizione tra gruppi per misurare in anticipo le rispettive forze elttorali: per questo, il numero delle disponibilità indicato da ciascun gruppo associativo o soggetto ammesso alla competizione dovrà essere congruo, e quantomeno pari, rispetto al numero dei seggi da assegnare per ciascuna categoria (magistrati di cassazione, magistrati del pubblico ministero, giudici di merito).
- Il voto espresso dovrà essere unico per ognuna di tali categorie;
- Si dovrà prevedere lo svolgimento delle operazioni in tempi rapidi, non troppo prossimi alla scadenza elettorale, per consentire l'osservanza degli altri adempimenti (lo statuto di Magistratura democratica prevede che la scelta definitiva dei candidati spetti al consiglio nazionale) e l'utile svolgimento della campagna elettorale;
- Dovranno impegnare o l'intero territorio nazionale o macroaree costituite da più distretti, onde ottenere un significativo risultato, non limitato ad ambiti ristretti e per ciò poco significativi nella selezione finale.

Su queste premesse, Magistratura democratica si impegna
- a favorire percorsi di coinvolgimento dell'elettorato nell'individuazione e nella scelta delle candidature, a partire dalle proprie;
- ad intensificare l'impegno per la definizione di un'alleanza di cui siano parti attive accanto al nostro gruppo, il Movimento - Art.3, le esperienze associative sviluppatesi sul territorio, ed in generale tutti coloro che si collochino in un'area comune qualificata da premesse condivise sui programmi d'azione dell'autogoverno, a partire dalle istanze che provengono dalle realtà territoriali;
- ad organizzare elezioni primarie per l'individuazione delle candidature comuni a quest'area in vista del rinnovo del Consiglio superiore della magistratura tra gli iscritti e tra i magistrati che, pur non iscritti, vorranno riconoscersi nel programma elettorale.
- a favorire la confluenza delle elezioni primarie nelle più ampie consultazioni del corpo elettorale organizzate da tutti i gruppi associati, sempre che si registri una compatibilità di tempi e che siano garantiti tutti i requisiti di cui sopra .
Roma, 3 ottobre 2009

Condiviso dal Consiglio Nazionale di Magistratura democratica

 


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